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	<title>Le strade del cinema</title>
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	<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:59:58 +0000</pubDate>
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		<title>Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, IIa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Film BenX è un film del 2007 diretto da Nic Balthazar. Esso è ambientato in Belgio ai giorni nostri, ispirato ad una storia vera nella quale un ragazzo autistico si suicida a causa di atti di bullismo. Questo film parla di Ben, un ragazzo per l&#8217;appunto autistico, incredibilmente appassionato ai giochi di ruolo online; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Film BenX è un film del 2007 diretto da Nic Balthazar. Esso è ambientato in Belgio ai giorni nostri, ispirato ad una storia vera nella quale un ragazzo autistico si suicida a causa di atti di bullismo. Questo film parla di Ben, un ragazzo per l&#8217;appunto autistico, incredibilmente appassionato ai giochi di ruolo online; infatti BenX è il nickname che lui utilizza nel gioco. <span id="more-433"></span>L&#8217;autismo è uno dei temi più importanti del film, insieme alla discriminazione, che al mondo è tanta, soprattutto verso i disabili tra i quali vi sono appunto gli autistici, ragazzi con capacità speciali e rare, emarginati per la loro “stranezza” e complessità, ma che, diversamente da come si potrebbe pensare, possono anche essere un&#8217;opportunità per tutti noi, dal momento in cui la “diversità” non è altro che un modo  per arricchire il mondo e per unirci, e non dividerci un po&#8217; come ci insegna il film “Rain Man” di Barry Levinson. Ben è un ragazzo molto particolare perchè  non è in grado di interagire in modo adeguato con gli altri e la loro spontaneità, di conseguenza finisce per chiudersi in se stesso, ma con grosse difficoltà, infatti quello che lui non riesce a esprimere nella vita reale con le parole e con le persone lo esprime attraverso le dita nella tastiera del computer, interagendo con esseri immaginari e virtuali in un gioco. Ogni mattina, prima di andare a scuola, l&#8217;unica persona che lo fa sorridere, anche se forzatamente, è sua madre, che forse è proprio colei che ne comprende maggiormente il carattere e che sa come comportarsi con lui. Diversamente però succede fuori da casa, perché per lui il mondo di fuori e la società sono quasi incomprensibili. Infatti nel tragitto da casa a scuola Ben odia sentire i rumori del traffico e il parlare della gente e per questo ogni volta indossa le cuffie, per placare l&#8217;agitazione e la paura. Ma la causa principale della sua agitazione è sicuramente la scuola, questo perché qui lui è vittima di bullismo. Nel film si possono osservare diverse scene di bullismo nelle quali il protagonista  viene privato dei vestiti davanti a tutta la classe,  gli viene fatta assumere droga involontariamente ed  altro ancora. Tutti questi atti nel film vengono attuati da due ragazzi, due bulli, che probabilmente lo maltrattano perché lo vedono come un debole, una facile preda che non reagisce alle provocazioni, e che durante questi atti si chiude ancora di più in se stesso, nel suo mondo.</p>
<p>Queste vicende ci insegnano che anche al giorno d&#8217;oggi esistono diversi modi per fare violenza psicologica e fisica alle persone, soprattutto  in età adolescenziale. Perciò il bullismo è un argomento molto delicato e difficile da affrontare, e tutti noi dovremmo fare qualcosa per fermarlo, e non stare a guardare come spettatori o come “attendenti”. Anche noi abbiamo un ruolo nella società ed è quello di contribuire al benessere della stessa e dei suoi componenti, nel caso specifico evitando di incentivare il comportamento dei bulli e non mostrando indifferenza nei confronti delle vittime.</p>
<p>Nel film intervengono diversi personaggi, tra cui la madre di Ben, premurosa e comprensiva, il padre, che al contrario fa molta fatica a capire Ben e non sa come comportarsi con lui, il fratellino, ingenuo e ignaro della patologia del fratello, la compagna del padre, che gli ripete sempre le stesse cose ogni volta che lo vede, i compagni di classe, tra cui vi sono quelli che lo aiutano e lo difendono e quelli che invece lo prendono di mira, i bulli, e infine potrebbe essere considerato anche un personaggio principale la ragazza immaginaria di Ben, che in realtà non è altro che  una proiezione di Scarlite, la ragazza che Ben ha conosciuto proprio nel gioco online, ma che lui non è mai riuscito a conoscere di persona. Quest&#8217;ultima è diventata comunque il principale punto di riferimento della sua vita dopo il GAME OVER, colei che non gli ha permesso di suicidarsi buttandosi sotto un treno e che lo ha fatto uscire dal baratro in cui era precipitato. Il gioco di ruolo di Ben si chiama Archlord, qui lui è un guerriero fortissimo di livello 80, ovvero il livello più alto. Ma Ben nella vita reale non è un guerriero fortissimo e non può contare sull&#8217;equipaggiamento che invece ha nel gioco. Ben non sa come difendersi nella vita reale, quindi cerca di imitare il modo di farlo del suo personaggio nel mondo virtuale costruendosi un&#8217;arma contro i bulli. Anche il gioco di ruolo online è un argomento molto delicato perché esso se utilizzato per troppo tempo può causare dipendenza, e perciò può essere un mezzo facile per emarginarsi ed estraniarsi dalla società.</p>
<p>Questo film da molti spunti di riflessione. I temi affrontati sono fatti dei quali si sente parlare tutti i giorni in TV o nei giornali ed è impossibile non esprimere uno o più giudizi su di essi e non sentirsi più o meno coinvolti.</p>
<p>Una buona valutazione si potrebbe fare anche riguardo alla regia e all&#8217;ambientazione, un contesto cupo che rispecchia la mente di Ben, insoddisfatta e confusa, e una regia molto originale e adatta alle tematiche del film.</p>
<p>Il regista cerca di coinvolgere lo spettatore mediante diversi primi piani o dettagli atti a far emergere lo stato d&#8217;animo del protagonista conferendo molto realismo alle scene. Altra suggestione si può riscontrare anche nel finale a sorpresa che infonde speranza nel cuore degli spettatori dimostrando che il suicidio non deve essere necessariamente l&#8217;epilogo di ogni atto di bullismo. Può infatti esserci un&#8217;alternativa alla quale tutti noi possiamo e abbiamo il dovere di contribuire.</p>
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		<title>Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, IIa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[

Pa-ra-da è un film ambientato nella Romania del 1992, esattamente tre anni dopo la caduta del regime dittatoriale di Ceausescu. Miloud Oukili, giovane clown franco-algerino, decide di partire per Bucarest. Qui si trova davanti a una terribile realtà: bambini e adolescenti, i cosiddetti “boskettari”, dimorano nei canali sotterranei della città vivendo di furti, droga e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Pa-ra-da è un film ambientato nella Romania del 1992, esattamente tre anni dopo la caduta del regime dittatoriale di Ceausescu. Miloud Oukili, giovane clown franco-algerino, decide di partire per Bucarest. Qui si trova davanti a una terribile realtà: bambini e adolescenti, i cosiddetti “boskettari”, dimorano nei canali sotterranei della città vivendo di furti, droga e prostituzione.<span id="more-429"></span><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il sogno di Miloud è quello di riportarli alla luce, farli tornare a vivere e ad apprezzare la vita stessa. Nonostante le difficoltà e gli impedimenti anche da parte della polizia rumena, egli riesce a restituire loro il sorriso, diritto inalienabile di ogni bambino. Così dà vita a un circo formato dagli stessi ragazzi, a cui insegna l’arte circense, ma soprattutto l’arte del sorridere.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Miloud, animato da grandi sogni, coraggio e determinazione, decide di restare in Romania al fianco di chi ha veramente bisogno di aiuto, scegliendo di sacrificare la sua vita per gli altri.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">I bambini, testimoni della cruda realtà in cui viveva la Romania dal 1989, crescevano senza neanche le regole che stanno alla base delle relazioni umane. Il loro sorriso, anche dopo l’opera di Miloud, è un sorriso amaro, segnato da un passato che non si dimentica e da un futuro incerto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Uno dei temi centrali del film è quello della povertà: Miloud ci insegna a cercare in ciascuno di noi qualcosa da donare agli altri; non dovremmo rimanere indifferenti e passivi a quanto avviene intorno a noi, ma impegnarci per migliorare la situazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Si affronta inoltre il tema del rispetto reciproco, valore che Miloud riuscirà a infondere negli animi dei ragazzi, coinvolgendoli in attività che li stimolino a diventare protagonisti della loro vita e del loro futuro.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Infine si analizza il problema dell’emarginazione sociale, sentito principalmente dai bambini, privi di mezzi per poter contrastare la dura realtà di cui sono vittima.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Dietro la realizzazione del film c’è una precedente documentazione del regista, che ha visitato di persona la città di Bucarest e i suoi quartieri più sinistri. È riuscito così a produrre un film di forte impatto emotivo dovuto in particolare alla fedele rappresentazione della realtà. Molte tecniche come la telecamera a mano, il campo medio, i primi piani, i colori molto spenti e gli attori non professionisti, sono atte a dar corpo al messaggio principale del film, conferendo particolare realismo alle scene.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Inoltre è particolarmente ricca di significato l&#8217;immagine finale della piramide: i ragazzi “puntando in alto” con i loro sogni sono riusciti a realizzare la piramide umana, immagine che si contrappone a quella del sottosuolo, in cui è ambientata la maggior parte della narrazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Infine il film presenta una sequenza di scene della durata di alcuni minuti, riportate in bianco e nero. Questo sicuramente per tornare “con i piedi per terra”: infatti il film termina con lieto fine, ma il regista vuole sottolineare che la piaga dei boskettari persiste tutt&#8217;oggi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Per la veridicità delle immagini il film assume quasi le caratteristiche di un documentario.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Un pregio del film è che lascia spazio a riflessioni personali dello spettatore il quale viene invitato a porsi degli interrogativi e ad immaginare delle possibili soluzioni a questo fenomeno.</span></p>
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		<title>Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, Tiziano, IIa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben X è un film che analizza diverse problematiche. Il tema principale che il film affronta è il bullismo, piaga che affligge la società odierna. Affronta poi il problema della dipendenza dai videogiochi soprattutto in soggetti particolarmente deboli e disagiati che in essi cercano rifugio. Le conseguenze possono essere di due tipi. La prima è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Ben X è un film che analizza diverse problematiche. Il tema principale che il film affronta è il bullismo, piaga che affligge la società odierna. Affronta poi il problema della dipendenza dai videogiochi soprattutto in soggetti particolarmente deboli e disagiati che in essi cercano rifugio.<span id="more-427"></span> Le conseguenze possono essere di due tipi. La prima è quella dell’isolamento dalla vita reale. La seconda, al contrario, mostra come i videogiochi possono talvolta essere un sistema per socializzare, basti pensare all’incontro con Scarlite, la ragazza con cui Ben aveva sviluppato una particolare relazione.</span><br />
<span>Legata alla ragazza è la frase chiave del film: il “Game Over”, significante il passaggio da una vita ormai al tramonto all’inizio di una nuova, migliore.</span><br />
<span>E’ presente anche un sub-tema, ossia come vengono trattati i ragazzi afflitti da disabilità, nel caso specifico, quelli a cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, patologia che comporta una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti. Tuttavia è strano come è stato trattato il tema della ragazza, solitamente chi soffre di Asperger non tende ad immaginare altri individui. Il film, insieme ad un altro capolavoro quale “Rain Man” di Barry Levinson, ha il pregio di far immedesimare lo spettatore in una persona con tratti autistici, facendo capire i comportamenti che mette in atto.</span><br />
<span>Viene inoltre trattato anche il tema del suicidio, l’unica via di uscita che questi ragazzi riescono a intravvedere. Il regista riesce comunque a smorzare i toni, in quanto il ragazzo non si suicida per davvero, tuttavia qui subentra la discrepanza tra Finzione (film) e Realtà. Infatti da recenti ricerche emerge che la frequenza dei suicidi fra ragazzi tra i 15 e i 19 anni è di 1.621 decessi ogni anno, che corrisponde a 8,2 ogni 100.000 di cui la maggioranza per bullismo. Tuttavia il film finisce in modo positivo: il ragazzo, infatti, fingerà un suicido, ed essendo una finzione non morirà, mostrando che c’è sempre un’altra via d’uscita. Il regista vuole quindi comunicare che la decisione non spetta tutta al ragazzo, bensì anche alle persone che gli stanno vicino che possono, anziché sostenere il bullo o essere completamente indifferenti, interrompere quel circolo vizioso e distruttivo nei confronti della vittima.</span><br />
<span>E’ un film tanto duro quanto toccante, dove il finale a sorpresa è gestito abbastanza bene grazie agli intermezzi in esso presenti.</span><br />
<span>Un dramma per molti aspetti ben rappresentato, che riesce a raffigurare molto bene la triste situazione che attualmente affligge molti ragazzi. Il film fa al contempo riflettere sull’ipocrisia della società quasi totalmente indifferente a questi problemi e che talvolta agisce solo a dramma avvenuto anziché interrogarsi prima.</span><br />
<span>Un capolavoro.</span></p>
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		<title>Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, Federica e Costantino, IIa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film parla di Ben, un giovane autistico che ritrova se stesso solo in un gioco in cui le relazioni umane sono differenti rispetto a quelle della vita reale. Ben ha difficoltà a socializzare, è un ragazzo troppo intelligente che non riesce a comprendere la normalità degli altri e trova rifugio nel suo gioco virtuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il film parla di Ben, un giovane autistico che ritrova se stesso solo in un gioco in cui le relazioni umane sono differenti rispetto a quelle della vita reale. Ben ha difficoltà a socializzare, è un ragazzo troppo intelligente che non riesce a comprendere la normalità degli altri e trova rifugio nel suo gioco virtuale e solo lì si sente rispettato.<span id="more-425"></span></p>
<p>Ben vive ogni giorno un incubo perché le altre persone non vogliono accettare la sua “diversità”, i suoi compagni lo maltrattano pesantemente, quindi il ragazzo si chiude nei propri problemi. Non trova la forza di reagire e di esprimere il proprio disagio ai genitori e alle altre persone a lui vicine. Una provocazione di troppo, tra la stupidità e la crudeltà dei compagni portano Ben ad una decisione in cui coinvolge la famiglia.Il protagonista è un ragazzo coraggioso, nonostante abbia la Sindrome di Asperger. Nelle prime scene, per esempio Ben è vittima di uno stress acustico a cui è continuamente sottoposto soprattutto quando si muove e passeggia per la strada trafficata o si trova in luoghi affollati. Oppure come interagisce con chi gli parla, concentrandosi sui dettagli. Il film, un pò come il film ”Rain Man” di Barry Levinson, riesce a far vivere in prima persona cosa significhi la sindrome, e allo stesso tempo essere vittima di bullismo. Bisogna ricordare anche che il film è ispirato ad una storia vera che finisce con un suicidio. L’autore in questo caso ha scelto invece un lieto fine perchè ci vuole far capire che c’è sempre una speranza e una via d’uscita. Ai fenomeni di bullismo non prendono parte solo la vittima e il bullo, ma anche gli “attendenti” o “spettatori”, che nella maggior parte dei casi non intervengono, anzi si fanno coinvolgere dal bullo, ridendo e ridicolizzando la vittima e, non rendendosene conto, finiscono per vestire i panni del bullo stesso. Il film offre degli spunti di riflessione su come affrontare il bullismo perché può causare reazioni talvolta anche tragiche da parte di chi ne è vittima e ci insegna che nessuno può sentirsi “assolto”, ma che siamo tutti “coinvolti”.</p>
<p>L’enorme presenza di bullismo, ha portato ad una attenzione maggiore sul problema, non dobbiamo pensare che sia un fenomeno facente parte dell’adolescenza, o pensare che sia una ”ragazzata”, o addirittura giudicare la vittima colpevole poichè non è in grado di difendersi.</p>
<p>E’ perciò di fondamentale importanza che anche l’opinione pubblica riconosca la gravità degli atti di bullismo, sia per il recupero delle piccole vittime sia nei confronti dei prevricatori che corrono il rischio di diventare dei soggetti devianti.</p>
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		<title>Liceo Scientifico di Pozzomaggiore, Antonella Sara, IIa</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pregio del film è che il regista Nic Balthazar riesce a far immedesimare il pubblico nel personaggio principale mettendo in piena luce il comportamento del ragazzo, i suoi sentimenti, le sue reazioni, il trattamento che assumono gli altri nei suoi confronti e a far trasparire una società insensibile che non reagisce di fronte ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pregio del film è che il regista Nic Balthazar riesce a far immedesimare il pubblico nel personaggio principale mettendo in piena luce il comportamento del ragazzo, i suoi sentimenti, le sue reazioni, il trattamento che assumono gli altri nei suoi confronti e a far trasparire una società insensibile che non reagisce di fronte ai problemi reali ma si muove solamente troppo tardi<span id="more-422"></span>, talvolta a tragedia avvenuta. Il titolo del film, BenX, viene scelto non solo per dare un nickname al protagonista bensì perché in olandese, “(ik)ben niks” significa “(io) sono nessuno” e infatti l’attore rispecchia perfettamente la frase ora citata.</p>
<p>Il messaggio principale affrontato è quello del bullismo e l’invito a riflettere su quanto sia importante denunciare l’accaduto. Tutti noi potremo fare tanto e, come succede nella maggior parte dei casi, anche se non assumiamo direttamente il ruolo del “bullo” siamo sovente “attendenti” e potremo essere coinvolti nella cerchia spallando il “bullo” e denigrando la vittima oppure restando completamente indifferenti. Mentre se dessimo almeno un dito potremmo formare un’unica mano capace di porre fine a questo grave e triste fenomeno.</p>
<p>Il film scuote la coscienza dei telespettatori davanti a questo tipo di difficoltà. La proiezione ha un lieto fine, ma non tutte le storie finiscono in questo modo infatti il regista trae spunto da un suo romanzo che racconta la vera storia di un ragazzo che arrivato all’estremo della sopportazione muore suicida.</p>
<p>È stata un’idea brillante proiettare questo film a scuola perché BenX ha commosso e fatto riflettere molti di noi studenti, poiché siamo del parere che gran parte di questi oltraggi possano verificarsi anche in ambito scolastico e persistano al di fuori.</p>
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